Museo Nazionale Archeologico di Manfredonia

Museo Nazionale di Manfredonia
Tipo
Musei
Nazione
Italia
Regione
Puglia
Provincia
Foggia
Comune
Manfredonia

Ubicazione/Come arrivare

 

 

Informazioni Turistiche

Gestore per la tutela: POLO MUSEALE DELLA PUGLIA
Direttore: Alfredo De Biase
Ingresso: gratuito
Giorni e orario apertura: Lunedì-Domenica 9.00, 10.00, 11.00,12.00, 15.00, 16.00, 17.00 e 18.00; Prenotazione: Facoltativa (Telefono: + 39 0884 587838); Temporanemente chiuso (Per ristrutturazione o restauro)
Comune: Manfredonia
Indirizzo: piazzale Ferri, s.n.c.
CAP: 71043
Provincia: FG
Telefono: +39 0884 587838
Email: pm-pug.museomanfredonia@beniculturali.it
Email certificata: mbac-pm-pug@mailcert.beniculturali.it
Sito web: http://www.musei.puglia.beniculturali.it/

Descrizione

Il Castello fu voluto nel XIII secolo da Manfredi di Svevia, figlio dell'imperatore Federico II, a difesa della nascita del nuovo abitato costruito per accogliere gli abitanti della vicina Siponto, diventata inospitale a causa dell'impaludamento e delle guerre. Fu tuttavia in epoca angioina che la struttura turrita assunse una fisionomia organica ed un impianto più complesso con alta cortina muraria a pianta quadrangolare. Nel XV secolo gli Aragonesi lo dotarono di  una seconda cinta muraria esterna, raccordata agli spigoli da quattro torrioni circolari. Quello ad ovest, nel corso del XVI sec., venne inglobato in una struttura a pianta pentagonale  che prende il nome da un bassorilievo con scena dell'Annunciazione visibile sulle mura esterne del bastione.

 

 Le esposizioni archeologiche del museo illustrano la storia dell'antico territorio sipontino e garganico.

 Si segnala, per il pregio e la singolarità dei reperti, la nuova mostra delle stele daunie dal titolo "Pagine di pietra. I Dauni tra VII e VI secolo a.C.". Le stele sono lastre rettangolari in pietra calcarea decorate da ornati geometrici e scene figurate. Esse riproducono figure schematiche maschili e femminili, probabilmente riferibili ad entità di rango. Quelle maschili con armi mostrano pettorale, spada e scudo, quelle con ornamenti recano collane, fibule, cinture pendenti e dischi circolari. Le scene narrano del mondo degli antichi daunia: attività quotidiane, rituali, cerimonie nuziali e funebri, lotte armate a piedi o a cavallo. Le stele erano completate da teste incise con i tratti del volto (iconiche) o completamente lisce (aniconiche).

 

"Siponto: una città abbandonata nel Medioevo" Al primo piano è ospitata la mostra dedicata alla civiltà sipontina. L'esposizione illustra i risultati dello scavo archeologico nel  Parco archeologico di Siponto che, nell'arco di dieci anni di attività, ha restituito un comparto abbastanza esteso della Siponto vetus  con le sue abitazioni, un impianto produttivo, una chiesa e relativa zona sepolcrale. La qualità dei reperti offre lo spaccato  di una realtà socio economica abbastanza elevata che attesta l'importanza e lo splendore di questa città portuale  protesa verso l'opposta sponda adriatica e l'oriente mediterraneo.  

  

"I tesori dal mare" Nella Torre Quadra è visitabile una esposizione dedicata all'archeologia subacquea. Si illustrano le scoperte effettuate fino ad oggi, per lo più fortuitamente, lungo il litorale della Daunia, da cui provengono numerose anfore da trasporto che documentano l'intensa attività commerciale lungo le rotte adriatiche della Daunia romana. Insieme alla ricostruzione di un fondale marino e di una imbarcazione, la mostra espone una stele con una scena di navigazione su una imbarcazione dalla vela quadrata; a bordo l'equipaggio con il timoniere a poppa e un altro uomo con le braccia sollevate a prua.

  

Lapidario  La sezione raccoglie materiali architettonici ed epigrafici provenienti in  prevalenza dall'area archeologica di Siponto. Capitelli, cornici, mensole documentano l'aspetto monumentale della città, dall'età augustea all'età medioevale, così le epigrafi costituiscono una fonte ricchissima di notizie sull'aspetto amministrativo e religioso. Dall'area di San Leonardo in Lama Volara proviene un rilievo con scena dell'Annunciazione (XI-XII sec.).                                                                           

 

                                                                      

         scena dell'annunciazione, lapidario