Scoperta necropoli medievale durante il restauro del Complesso conventuale di S. Scolastica

25/01/2013

Bari - Città vecchia - Complesso conventuale di S. Scolastica

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Come già noto sono in corso da mesi, a cura della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e della Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia, le attività di scavo nell’area archeologica di S. Pietro e di restauro e di contestuale indagine archeologica del Monastero di S. Scolastica nella Città Vecchia di Bari, finalizzate alla realizzazione del nuovo Museo Archeologico della Provincia di Bari.

Nei giorni scorsi in un’ala del complesso collocabile all'interno del perimetro del più antico impianto conventuale benedettino, riferibile all’XI secolo, in corrispondenza del portale, è affiorato sotto il piano pavimentale un segmento piuttosto integro di un’ area cimiteriale con una serie di sepolture ravvicinate, tra cui spicca un gruppo di deposizioni infantili, di età non superiore ai quattro anni, in buono stato di conservazione, in fossa terragna e in piccola cassa di lastrine calcaree.

Da una prima indagine di tipo tafonomico condotte dagli antropologi impegnati nelle ricerche, risulterebbero inumati circa 17 individui, di cui sette ancora in connessione anatomica.

In particolare la prima tomba già completamente indagata, a cassa di pietre, conteneva gli scheletri di un bambino e di due adulti con le ossa in parziale connessione anatomica, oltre ad un elevato numero di riduzioni stimate in circa 8 tra individui adulti, subadulti e bambini.

Nelle altre due casse di pietre sono state messe in evidenza in un caso delle ossa lunghe disarticolate, soprastanti uno scheletro intatto, mentre nell'altro caso una deposizione infantile è localizzata nella parte orientale della tomba in sovrapposizione a quella di un individuo adulto. Infine, all'estremità meridionale del saggio di scavo, sono state rinvenuti altri depositi di ossa di bambini all'interno di due fosse, di cui una appare definita da tre lastrine calcaree.

Il contesto, sulla base dei primi dati di scavo, può essere inquadrato tra XI e XII secolo, anche se con la prosecuzione delle ricerche nuovi apporti dall'interno delle tombe o dagli strati in connessione o ancora da analisi di laboratorio, come la datazione assoluta C14, potranno meglio precisare tale primo inquadramento.

Tale acquisizione arricchisce indubbiamente il quadro delle conoscenze sulla stratificazione archeologica del sito e sull’architettura degli spazi del primo impianto conventuale e troverà adeguata valorizzazione nel percorso archeologico in progettazione.

  

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