Galleria Nazionale della Puglia “Girolamo e Rosaria Devanna” Inaugurazione

18/04/2009

La collezione, già in parte nota a critici e storici dell'arte, è assai eterogenea  per ambiti cronologici e culturali e rispecchia gli interessi dei collezionisti, che spaziano dalle maggiori scuole artistiche italiane ed europee ai rappresentanti di "scuole minori", dalla apertura alla cultura angloamericana all'attenzione verso bozzetti, studi, repliche o copie antiche di opere di grandi pittori.

Numericamente più consistente è la pittura  italiana, in particolare napoletana, pugliese e di ambito romano. Sono pure presenti opere di artisti emiliani, liguri, veneti, marchigiani, insieme a testimonianze della moderna pittura europea, da Bernardo Castello a Belvedere, da Baglioni a Verdier e Vouet, da Voet a Lanfranco a Poussin, da Preti a Beinaschi a Giaquinto, da Raeburn a Füssli.

Di grande interesse sono i bozzetti, gli studi preparatori, i modelletti, le copie e le repliche - esito di una raccolta di formazione recente, rinveniente dal mercato antiquariale.

Il nucleo di opere tra Otto e Novecento comprende dipinti sia francesi, tedeschi, inglesi e danesi, che italiani di ambito essenzialmente meridionale - Toma, De Nittis, Morelli, Casciaro, Netti, Rossano,  Fergola, Cammarano, Mancinelli, fino a Gemito, Giani, Duranti. Infine, accanto ai maggiori rappresentanti delle avanguardie storiche, Bernard, De Carolis, Mafai, Sartorio, Marasco, sono pure presenti Stella e Wood, che documentano gli interessi per la cultura d'Oltreoceano dei collezionisti.

Nel rilevante corpus dei disegni, - inchiostri, carboncini, matite, sanguigne, su carta o su pergamena -, databili tra XVI e primi del XX secolo,  si  segnalano opere di Corenzio, del Parmigianino, di Annibale Carracci, di scuola di Bernini, di Poussin, Tiepolo, Palma il Giovane, fino a Duranti, a De Marchis, a Gemito.

Diverse  opere sono già pubblicate in cataloghi di mostre e monografie, con attribuzioni consolidate.

L'ordinamento espositivo, essenzialmente cronologico, prevede cinque sezioni, dal Cinquecento al Novecento.   

de vanna 2

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